Le amministrazioni comunali escono stravolte da un periodo di tagli ai bilanci e manovre legislative drastiche con lo scopo di ridurre le spese pubbliche. Cittadini e amministratori ormai conoscono bene la situazione, ma non siamo qui ad alimentare polemiche.

Ormai la sfida per i comuni è quella di riuscire a far quadrare i conti nel più breve tempo possibile e riprendere a crescere.

Il costo dell’energia è una percentuale delle spese amministrative sicuramente non trascurabile e si vuole in questo articolo informare gli amministratori delle opportunità che esistono nel quadro italiano. L’ efficientamento energetico oltre al guadagno in bolletta, gode di altri incentivi che il legislatore sta mettendo in atto con lo scopo di perseguire gli obiettivi Europei di riduzione delle emissioni di anidride carbonica.

Un’opportunità non molto conosciuta e ben spendibile per le amministrazioni è il meccanismo dei certificati bianchi, d’ora in avanti chiamati CB.

I CB sono dei titoli di mercato che esistono da 12 anni e con un valore che sta mostrando un trend di crescita positivo. Partiti da 70 euro, hanno raggiunto circa 140€ per titolo. Il CB, può essere conseguito a valle di un intervento di efficienza energetica e si calcola proporzionalmente al risparmio energetico conseguito.

L’esempio più intuitivo per capire come funzionano è l’illuminazione, immaginiamo di dover sostituire 100 lampade:

Situazione Ante interventi: 100 lampade a basso consumo di 300W (0,3kW) ognuna, in funzione 10 ore al giorno.

INTERVENTO: si sostituiscono con lampade a LED di 100W. costo indicativo dell’investimento 300€*100=30mila€

In un anno ogni lampada conseguirà il seguente risparmio: (0,3-0,1)*10*365 = 730kWh/anno; cento lampade 73000kWh/anno risparmiati.

Per 73000kWh elettrici risparmiati, corrispondono 13,65 tonnellate di petrolio non bruciate all’anno ed il meccanismo dei CB riconosce 36 CB all’anno per 5 anni, quindi 5000 euro/anno per 5 anni, per un totale di 25.000euro di CB. In bolletta invece, valorizzando l’energia elettrica a 20cent al kWh, corrisponde un guadagno annuale di 14600€.

Non bisogna essere ragionieri per capire la bontà dell’investimento e si può intuire perché molte società si sono organizzate per sostituire gratuitamente le lampade dei comuni facendo continuare a pagare alle amministrazioni i costi iniziali di corrente per un certo numero di anni, fino a pagare l’intervento e speculando sui contributi.

Con la stessa logica funzionano gli interventi volti a risparmiare sul consumo di energia per climatizzare, quindi intervenire con un impianto più efficiente e, oltre al guadagno in bolletta, avere un enorme contributo sotto forma di CB.

Come può muoversi un’amministrazione pubblica per non perdere questa opportunità?

Da un paio d’anni è stata data la possibilità agli enti pubblici si richiedere direttamente i CB dotandosi di un energy manager, quindi piuttosto che avere una società che prende in mano tutto comprese le opportunità di guadagno, si individua una figura professionale che sarà un collaboratore e partner degli interventi e dei guadagni.

L’energy manager, in quanto tecnico, non offrirà un pacchetto oscuro, ma valuterà man mano i benefici insieme all’amministrazione, valuterà la forma di incentivo migliore e  chiederà i contributi per conto del comune e in totale trasparenza verrà individuato per l’energy manager un piccolo compenso in percentuale ai guadagni conseguiti dall’amministrazione.

Vale la pena concludere incoraggiando i nostri amministratori con una frase di Albert Einstein: “Nel mezzo delle difficoltà nascono le opportunità”.


ING. Antonio Mancuso

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